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il gatto, l'argento e l'inquisitore
view post Posted on 22/1/2009, 20:35Quote
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Oortay "Il Mistero"

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/8/2009, 00:04


Ragà vi premetto che è un pò lunghetto, ma secondo me vale la pena leggerlo


Paradise (Pennsylvania) 1701


«Il libero Concilio del villaggio di Paradise ha deciso all'unanimità che la qui presente MaryAnn Strauss sarà condannata a bruciare sulla pira nella piazza centrale in quanto ha rifiutato di votare anima e corpo alla causa di Nostro Signore.Viene inoltre condannata con l'accusa di stregoneria e verrà arsa viva insieme alla sua prima figlia femmina domani all'alba.
La seduta è tolta.
Rendiamo grazie a Dio.»

«NNNOOOOOOOO!Nooooo bruciatemi,lacerate le mie membra,...ma lasciate vivere mia figlia!
Vi prego, mi appello alla vostra clemenza Inquisitore Supremo, lasciate vivere mia figlia!Lasciatela!»

La donna cercò di divincolarsi dalla stretta delle guardie ma fu tutto inutile,trascinarono lei e la piccola Hanna nelle prigioni sottostanti la Sala del Libero Concilio e le buttarono di peso nella lurida celletta. Sputarono ai piedi della strega come era d'uso a quel tempo per scacciare le maledizioni.
Altre due vite che lasciavano questo mondo.
L'alba si tinse di rosso.

«Il libero Concilio del villaggio di Paradise ha deciso all'unanimità che la qui presente Dolores Pickler sarà condannata a bruciare sulla pira nella piazza centrale in quanto ha rifiutato di votare anima e corpo alla causa di Nostro Signore.Viene inoltre condannata con l'accusa di stregoneria e verrà arsa viva domani all'alba.
La seduta è tolta.
Rendiamo grazie a Dio.»

«Maledetto!Che tu sia maledetto Inquisitore!Tormenterò i tuoi sogni e camminerai da morto su queste terre, te lo giuro.Lo profetizzo nel nome della Grande Madre!Mmbwhahahahahah!»

L'inquisitore non si scompose più di tanto.
Sentenziò la sua condanna e sparì dietro gli alti scanni disposti a semicerchio nella Sala del Libero Concilio, un corridoio illuminato da candelieri disposti in alcune nicchie portava in una saletta dove l'Inquisitore avrebbe potuto cambiare le sue nere vesti da giurista in qualcosa di più comodo e sobrio.
Era arrivato al traguardo della sua centocinquantesima condanna.
Era orgoglioso del suo lavoro volto all'eliminazione dei rami corrotti della società.
La rigorosa e sobria società amish doveva estirpare quei marci virgulti per rimanere incorrotta nel suo candore fisico e spirituale.
Era uno sporco lavoro che qualcuno doveva fare.
Quel qualcuno era lui.
Distinto,sobrio, sulla quarantina.
Era andato di sua spontanea volontà in quel luogo sperduto del nuovo continente, il posto ideale per chi voleva rimanere solo con sé stesso.
Era quello che cercava da tempo.
Il suo passato è ignoto, è apparso all'improvviso, tutti sanno il suo nome ma nessuno lo conosce veramente. Si chiama Paul Elric, ma per tutti è l'Inquisitore Supremo.

A quel tempo la comunità amish viveva nel pieno rigoglio delle sue potenzialità, coltivava la terra e allevava gli armenti, c'era una messa ogni domenica e spesso qualche malvagio finiva sul rogo, il tutto regolato da quella cadenza monotona che contraddistingueva il villaggio di Paradise.
Paul Elric si trovava come sempre solo nella sua casa, non aveva famiglia e non aveva amici, era solo l'Inquisitore.
Solo un uomo.
Faceva freddo, si stava avvicinando l'inverno e ritornavano alla mente i ricordi della gioventù; di una vita tortuosa e solitaria contrassegnata dall'immenso dolore che ancora si leggeva negli occhi dell'Inquisitore.
Si sentiva stanco, come se avesse corso per ore.
Sussultò spaventato quando sentì bussare alla sua porta, chi poteva essere a quest'ora?
«Inquisitore presto venga!»
«Ma...ma...il sole non è ancora sorto, cosa c'è di tanto urgente?»
«Venga la prego,è...è terribile!Deve,..deve vedere con i suoi occhi!Oh mio Dio aiuta il tuo devoto gregge!»
I due uomini filarono rapidi nel buio che precede l'alba e giunsero nei terreni di pascolo.
Erano 5 .Uno spettacolo terrificante si parò dinnanzi agli occhi dell'Inquisitore Supremo.
Erano 5.Erano a Terra.
Cinque delle migliori giumente della comunità erano a terra,senza vita.
Era stata asportata loro la testa e gli organi interni.
Non c'era una goccia di sangue sui corpi o sul terreno, sarebbero state benissimo, eccetto il fatto che erano morte e che...beh erano decapitate...

«Grande Inquisitore!Un demone vi dico!Una sciagura si è abbattuta sulla nostra comunità!E' stata quella strega, quella che ha minacciato la sua incolumità!Se la ricorda?eh?Se la ricorda?Mi risponda!Inquisitore?Inquisitore cosa c'è?»
Cadde bocconi nell'erba bagnata dalla rugiada in formazione, faceva freddo e quel gelo che si insinuava con lentezza nei suoi tessuti gli diede conforto.
Si ritrovò nel suo letto mentre la moglie del contadino John Stuffer, governante in casa sua, frizionava la sua fronte con un panno imbevuto di acqua fresca ed essenza di lavanda, i sali erano posati sul comodino.
L'aria della camera normalmente satura, ora odorava di fresco e di pulito come mai era successo prima, un salubre aroma si diffondeva dalla ciotola piena d'acqua e anche la signora Helda emanava un buon odore di fiori di campo, l'Inquisitore inghiottì una boccata di quell'odore salubre e tentò di rimettersi in piedi.

«Dove crede di andare?Si rimetta subito a letto!»
«No Helda, devo andare, lei...lei non capisce!»
«Non faccia il bambino, quello che ha visto stanotte scuoterebbe chiunque,ha bisogno di riposo!»
«Heeeldaaa!!»
«...»
«Lasciami andare, devo compiere il mio dovere.»
Lasciò lì Helda Stuffer, terrorizzata per la sua reazione.
Dubbiosa.
Impaurita.
Si chiuse dentro e aspettò l'arrivo del marito nella casa dell'Inquisitore.

Giunse l'alba ed Helda si svegliò e si accorse di essere sta avvolta in un mantello nelle ore precedenti, si alzò e si diresse in cucina per preparare la colazione al padrone: una fetta di pane di segale spalmata di burro e del latte sarebbero andate più che bene.
Si accingeva a preparare un vassoio ornato di fiori di campo quando vide un'ombra con la coda dell'occhio,intenta a fuggire dalla vasta cucina.
Suggestione?Potrebbe essere dato lo stato emotivo in cui si trovava pensando alle vicende della notte precedente, ma...sembrava così scura,più nera delle altre ombre.
Cercò di pensare ad altro, era molto stanca e la stachezza fa brutti scherzi.
Salì ai piani superiori e bussò alla porta della stanza dell'Inquisitore Supremo.
«Un attimo Helda! Mi sto vestendo»
Paul Elric venne ad aprire, era pallido,molto pallido e tremava.
Aveva gli occhi lucidi, Helda se ne accorse ma non lo disse, consegnò il vassoio e ridiscese nell'igresso, prese le sue cose e si avviò al mercato al centro di Paradise.
In paese non c'era donna, uomo o bambino che non fosse già a conoscenza dell'accaduto.

«E' un demone!Ha ucciso gli armenti e presto raggiungerà anche noi, mangerà i bambini, farà marcire la terra!Pregate Fratelli, pregate!»

«Hai sentito Betty?Pare che stanotte delle vacche siano morte, da quanto dicono gli è stata portata via la testa!!Orribile!Chi farebbe mai una cosa del genere a delle persone così perbene?»

«Beeello!!!Jack andiamo a vedere, portiamo le spade per combattere il Drago che ha mangiato le mucche!Dobbiamo salvare il Regno!»

Questi erano i commenti della gente di Paradise quella mattina, Helda ascoltava in silenzio, era terrorizzata, fin da bambina aveva sempre avuto paura di tutto quel che sconfinava oltre la sua normale vita quotidiana.

L'Inquisitore nel frattempo si apprestava ad uscire di casa e a tenere un'assemblea sull'accaduto nella Sala del Libero Concilio per mettere in guardia la popolazione e per decidere sul da farsi.
Era suo dovere.
Era l'Inquisitore Supremo.
Tutta Paradise contava su di lui.

«Cari concittadini, in qualità di Inquisitore Supremo di Paradise mi sento in obbligo di mettere in guardia la popolazione sui recenti accadimenti che hanno turbato tutti noi.
Sono sicuro di me quando dico che qui c'è un Maligno che si aggira tra di noi, un'altra strega che vuole la rovina di questa esemplare comunità votata al servizio di Dio.
Questa strega va trovata, processata e arsa viva, quale Sposa del Demonio e portatrice di Sciagura!
Invito chiunque abbia sospetti sull'identità di costei a farsi avanti ora!»

«E' lei!!E' Annaira Kirchlich!L'ho vista mentre leccava dei rospi ed evocava il Demonio!Ne sono sicuro!E' lei, l'ho vista con questi occhi devoti al Signore!Bisogna bruciarla prima che diffonda la peste!Ha dei libri a casa, sono libri di stregoneria, ne sono certo!Ucciderà i nostri figli e berrà il loro sangue, spazzerà via il raccolto, ci contagerà tutti!
Salviamo le nostre anime!Inquisitore Supremo, giuro che è lei la strega che cerchiamo!»
«Ne sei proprio sicuro Samuel?»
«Certo come Nostro Signore sulla croce Inquisitore Supremo!»
«Prendetela»

«Il libero Concilio del villaggio di Paradise ha deciso all'unanimità che la qui presente Annaira Kirchlich sarà condannata a bruciare sulla pira nella piazza centrale in quanto attentatrice alla tranquilla vita di Paradise con i suoi atti si stregoneria, verrà bruciata insieme ai suoi libri e i suoi averi nella sua stessa casa, covo di ogni male per eliminare per sempre la sua persona ed il ricordo di lei e per purificare quel luogo corrotto.La giusta punizione è prevista per domani all'alba.
La seduta è tolta.
Rendiamo grazie a Dio.»

«Non finisce qui Inquisitore, io Conosco.
Io Conosco Te, ti ho visto nelle mie Visioni.
Io morirò forse. Sarò Libera.
Ma tu vivrai e sarai Condannato per l'eternità.
Conosco,Inquisitore Supremo.
Conosco!»

«Che venga bruciata immediatamente!Deve perire tra le fiamme della Santità!»

Il drappello si diresse verso la casa isolata della giovane Annaira Kirchlich, lei era incatenata ed impassibile.
Venne fatta entrare in casa e venne chiusa a chiave.
L'abitazione prese fuoco immediatamente mentre un canto religioso e malinconico si alzava dalla folla.
Una risata e poi nulla.
Un grazioso Gatto Nero saltò silenzioso fuori dalla finestra, guardò divertito la scena e si mise in cammino sul sentiero che conduceva nel cuore più scuro e profondo del bosco.

L'incendio continuò a divampare per il resto della giornata, le ultime scintille si spensero verso sera, quando l'Inquisitore Supremo tornò spossato alla sua abitazione, era sudato e puzzava di alcool; si chiuse la porta alle spalle e fece le scale di corsa fino alla sua camera da letto, aveva bisogno di riposo.
Si inginocchiò di fronte all'immagine dell'Arcangelo Raffaele, il rosario in mano e il volto tra le mani.
«Perdonami Signore perchè ho peccato,aiuta il tuo Servo nella sua battaglia.
La comunità non merita tutto questo.
Ho fatto la tua volontà, ma... sono solo un uomo»
Strinse così forte la corona del rosario da farsi sanguinare le palme delle mani; si sfregò gli occhi e sentì bussare.

«Inquisitore!Inquisitore Supremo!Deve.....AAAAHHHHHHH!!!!
...signore, I SUOI OCCHI!!!!Versano sangue, signore!!!
Un medico presto!Un medico per l'Inquisitore!»

«No, non serve,mi sono soltanto ferito alla mano, non c'è da preoccuparsi per la mia salute; dimmi piuttosto: cosa ti porta qui a quest'ora?»
«E' successo di nuovo Inquisitore!!Altre due giumente hanno subito la stessa sorte di quelle precedenti!Mutilate!Mutilate,signore,è la vendetta della strega, il suo spirito è ancora qua!Bisogna fare un esorcismo su questa comunità!Aiuti noi povera gente Inquisitore Supremo!»
«Portami là immediatamente»
«Mi segua Inquisitore»
La locazione era diversa ma la scena era simile:due giumente accasciate al suolo, completamente dissanguate e prive di testa ed organi interni.
«Lasciatemi solo»
«Farà l'esorcismo?Eh?Lo farà?»
«Si lo farò,..vedrò cosa posso fare, ma ora ti prego di tornare a casa»

Mentre il villico se ne andava lentamente guardandosi indietro ad ogni passo, Paul Elric si accovacciava pian piano verso una delle bestie.
Prese in mano il rosario e cominciò una sommessa litania appena percettibile.
Non si rese conto del Gatto acciambellato sopra ad un muretto di recinzione quasi del tutto crollato, e non si rese conto neanche dei due giovani del villaggio vicino che si intrufolavano di soppiatto nel territorio di Paradise per fare la loro Colossale Burla ai ragazzi rivali.
Strinse forte tra le palme il rosario,come aveva fatto quasi mezz'ora prima e le precedenti ferite ripresero a sanguinare copiosamente.
Il Gatto era in attesa, era tornato dal Cuore più Profondo del Bosco solo per questo.
Un barbagianni cantò, un rospo saltò pigramente tra l'erba alta, il Bosco si mosse nella brezza e l'Inquisitore affondò mani e testa in quello che restava della bestia e strappò a morsi grandi pezzi di carne fredda e coperta di mosche.
Mangiò avidamente a quel macabro banchetto e per un attimo si sentì Riempito.Un'Ombra più scura della Notte stessa si staccò da lui e si allungò ai raggi della luna fino al muro dove il Gatto stava osservando al scena con un ghigno soddisfatto negli occhi, se ne andò verso il paese e si confuse con il Buio ancora una volta.
«Oh mio Dio perchè?Perchè mi punisci in questo modo?
Guarda come si è ridotto il tuo servo!Basta!Non la sopporto più questa condanna!
Mi segue ovunque,condiziona ogni mia azione.
Per quanto ancora dovrò scontare questo flagello? »
Le grida dell' Inquisitore ridestarono i due ragazzi dalla loro fissità dello sguardo sulla scena appena conclusasi.
Una nuova luce brillò negli occhi di Paul Elric che con un unico balzo fu loro addosso.
Un grido disumano pervase la vallata.
Dei due ragazzi rimasero solo i corpi vuoti e dissanguati.
Era di nuovo soddisfatto, era di nuovo il mostro che era sempre stato.

Le grida svegliarono il paese e John Stuffer si precipitò nella direzione del campo, preoccupato del fatto che l'Inquisitore Supremo fosse ancora fuori, esposto ad ogni pericolo.Bisognava fare in fretta o per lui sarebbe stato troppo tardi!
John Stuffer fu il primo ad essere preso dalla furia selvaggia che si era ormai impadronita di Paul Elric, vennero altri, e altri ancora a combattere quell'animale per salvare l'Inquisitore.
Era troppo tardi per riportarlo indietro, ormai si era perso tra i meandri della sua mente.
L'Inquisitore Supremo non esisteva più e l'Ombra pesava sul suo cuore e mai se ne sarebbe separata.
La strage era infinita e la lotta continuò sino all'alba, quando dal centro di Paradise il Gatto avanzò tra i corpi senza vita dei villici decapitati, stringeva qualcosa in bocca.
Qualcosa di lucente.
Il Gatto si erse in tutta la sua altezza e ancora di più.
Con una intensa luminescenza tornò al suo aspetto originale,Annaira era di nuovo tra loro.
«Sapevo.»
Detto questo gli tirò contro il pugnale d'argento che si conficcò nelle carni della Bestia che con immenso dolore tornò al suo aspetto normale.
«Grazie» disse con un fil di voce.
L'umano che fu un tempo riapparse.
L'umano che fu morì.
L'umano che fu divenne cenere e in un attimo se ne andò nel vento.
Il Gatto riprese la via del bosco e si confuse con la notte per l'ultima volta.
L'Ombra abbandonò il villaggio di Paradise in Pennsylvania e nacque un nuovo sole ad illuminare i corpi dei caduti cella notte appena trascorsa.

Sette giorni dopo na carrozza entrò al trotto nella piazza centrale e i sopravvissuti accorsero verso l'occupante.
«Oh Grande Cielo!Cosa è successo in questo villaggio?Non mi aspettavo un simile scenario!»
«Scusi ma lei chi sarebbe?»
«Io? Io sono il nuovo Inquisitore Supremo»
«...»



Mi sa che verso la fine mi si è un pò persa la storia xò nel complesso a me piace,e a voi? :P
ciaociao

"HO VISTO SPESSO GATTI SENZA GHIGNO,MA MAI UN GHIGNO SENZA GATTO!"



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